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Un giorno in Provincia: l'ARI Salerno incontra l'On. Zamberletti PDF Stampa E-mail

Il 16 luglio 2010, nel Palazzo della Provincia di Salerno, costruzione del XIV secolo, che nel 1860 ospitò anche Garibaldi, e presso il Salone di Rappresentanza “G. Bottiglieri”, dedicato proprio a Girolamo Bottiglieri che fu primo Presidente della Provincia, si è svolto il convegno “ la Protezione Civile: una rete di sicurezza”, organizzato per l'appunto dalla Provincia di Salerno, insieme all'AMESCI e all'ISPRO. Noi dell'A.R.I. di Salerno, naturalmente, eravamo in prima fila come al solito. Solo stavolta un po' a ranghi ridotti, data la concomitanza con il periodo feriale, per cui molti colleghi erano a “rosolarsi” al sole, mentre altri a prendere appunti al convegno per fare l'articolo!!!.

Il convegno è stato moderato dal Dott. Giuseppe Blasi, coordinatore della Scuola di Giornalismo dell'Università degli Studi di Salerno; hanno svolto il proprio intervento il Prefetto di Salerno Dott.Sabatino Marchione, il Dott. Domenico Ranesi, Dirigente del Settore P.C della Provincia di Salerno, il Dott. Edoardo Cosenza, Assessore alla Protezione Civile della Regione Campania, l'Avv. Antonio Fasolino, Assessore alla Protezione Civile della Provincia di Salerno, il Prof. Leonardo Cascini, ordinario di Geotecnica, il Dott. Enrico Maria Borrelli, Presidente dell' AMESCI, il Dott. Elvezio Galanti, Dirigente Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il Dipartimento di Protezione Civile, l' On.le Giuseppe Zamberletti, attuale Presidente dell'ISPRO, Istituto di Studi e Ricerche sulla Protezione Civile e Difesa Civile.

I vari interventi nel corso del convegno hanno evidenziato che per la Protezione Civile, soprattutto a partire dagli anni '80, dopo la terribile esperienza del terremoto dell'Irpinia, molto è stato fatto, ma certamente si può fare sempre di più soprattutto nella previsione e nella tempestività dei soccorsi.

Nonostante siano passati ormai 30 anni, il terremoto irpino è rimasto una pietra miliare nella nostra storia. Ricordo dolorosissimo, ma è stato, insieme con il sisma del Friuli, il punto di partenza per ogni attività strutturata di prevenzione e soccorso. Infatti nonostante l'Italia sia da sempre impietosamente sconquassata dalle calamità naturali, solo in epoche relativamente recenti è stato adottato un moderno sistema di Protezione Civile. In quel novembre freddo del 1980 i Soci della nostra Sezione passavano ore in ascolto, per captare anche il più flebile segnale, per capire dove ci fosse bisogno e di cosa ci fosse bisogno, per poi ritrasmettere le notizie e le richieste. Alla mancanza di coordinamento, suppliva tanta buona volontà e, a dispetto della stanchezza e della paura, i nostri Soci raggiunsero anche i paesi più distrutti e isolati. In Sezione conserviamo ancora i log di allora, gli appunti dei messaggi ricevuti e trasmessi. Segnali di vita e di speranza.

Durante il convegno è emerso che esiste ancora notevole differenza con le Regioni del Nord. La differenza è soprattutto nel conferimento delle competenze al C.C.S., che rappresenta il massimo organo di coordinamento delle attività di Protezione Civile a livello provinciale. Composto dai responsabili di tutte le strutture operative presenti sul territorio provinciale, le attività svolte dal C.C.S. si distinguono in "area strategia" e “sala operativa"; in quest'ultima operano 14 funzioni di supporto dirette da altrettanti responsabili. Noi dell'ARI di Salerno siamo inseriti nella funzione 7 – Telecomunicazioni - e il nostro Presidente Giuseppe Pacifico IK8WCQ ne è il responsabile. Da considerare anche che a Salerno la Sala Operativa è unica, gestita unitamente alla Prefettura.


Ma bisogna anche riconoscere che la Regione Campania ha fatto dei grandi progressi. Qui la Protezione Civile ha avuto notevole impulso dall'opera all'Ing. Ernesto Calcara, con il quale il nostro Pacifico ebbe modo di svolgere numerosi incontri e del quale conserva un ottimo ricordo.

In Campania, Salerno rappresenta un'isola felice e la strutturazione e l'organizzazione sin ora attuate non solo la differenziano notevolmente in ambito regionale, ma addirittura rappresentano, in prospettiva, un possibile modello italiano.

La differenza la fa soprattutto il sistema EmerSA, creato a supporto della collaborazione per la pianificazione dell’emergenza.

La condivisione delle informazioni e dello stesso “linguaggio”sono essenziali per la Protezione Civile. Si vuole dare molto in Campania in questo ambito, ma il difficile è creare la rete, mettere insieme tutti gli attori istituzionali e il Volontariato. E' inoltre importante che ognuno faccia solo quello che sa fare, relazionandosi con gli altri. Si è detto:”Ci vuole Maradona, ma in una squadra”. Il progetto salernitano EmerSa rappresenta lo standard comune, il trait d'union tra i vari gruppi, la piattaforma su cui costruire una solida struttura di pianificazione, coordinamento, vigilanza e adeguato intervento in emergenza.

E' stato creato un software apposito per realizzare la gestione centralizzata dei dati del territorio, la profilatura degli utenti, la diversificazione per livelli autorizzativi; questa banca dati, inserita su web, è integrata con piani speciali della Prefettura, con cartografie, con rilievi fototopografici, con altro materiale acquisito dall'ISPRO.

E' stato anche molto evidenziato il modello salernitano di costituzione di una sola Sala Operativa, comune alla Provincia e alla Prefettura e dei protocolli d'intesa volti a potenziare la “leale collaborazione”. Anche in questo Salerno certamente si pone come modello esportabile a livello nazionale.

E' stato più volte ribadito nel corso del convegno che i Comuni sono i soggetti di Protezione Civile. I Comuni sono i primi che devono preoccuparsi e i Sindaci devono darsi da fare per realizzare piani distinti per i vari rischi. Dei 158 Comuni salernitani parte avevano adottato il “Progetto Mercurio” e parte il “Metodo Augustus”; tuttavia risultavano tanti senza un piano comunale di Protezione Civile. Obiettivo della Provincia è quello che entro il 2011 tutti i Comuni siano dotati di piano comunale di emergenza; a tale scopo sono state previste una serie di misure di intervento, volte ad attivare i Comuni in tempi brevi, quali ad esempio la messa in mora delle Amministrazioni Comunali inadempienti e addirittura azioni commissariali.


La provincia di Salerno è una delle zone europee a più alto rischio idrogeologico, soprattutto nella zona della Costiera Amalfitana, così come evidenziato dal Programma SafeLand, coordinato da NGI (Norvegian Geotechnical Institute) e inserito nel settimo Programma Quadro per la Ricerca, cioè un programma che si basa sulla valutazione e la gestione dei rischi che derivano dalle frane. Sono state individuate zone ad altissimo rischio anche a Sarno, già duramente colpita nel maggio '98 - dove noi facemmo un intervento del quale abbiamo già parlato in un precedente articolo - e Nocera Inferiore.

E' stata posta particolare attenzione sul gap esistente tra pericolo reale e percezione del pericolo da parte della popolazione. Bisogna dunque prevedere azioni di sensibilizzazione della popolazione e l'”educazione” della stessa alle problematiche di prevenzione, coordinamento e successivo intervento in emergenza. E' necessario “preparare” il cittadino. Se il cittadino non sa cosa fare, l'emergenza non parte; dunque ogni piano di emergenza deve essere esercizio di verifica civica, non semplice adempimento burocratico.

A conclusione, l'intervento dell' On.le Giuseppe Zamberletti, colui che unanimemente è riconosciuto come padre della moderna Protezione Civile. Ha ricordato ancora la pagina triste delle emergenze del Friuli e dell'Irpinia, comparandole a situazioni più attuali, come il terremoto aquilano. Egli, dall'esperienza di quegli eventi, realizzò che non c'era bisogno di un ministero ma di una commissione di coordinamento, un sistema complesso in cui si lavori per funzioni e non per pubbliche amministrazioni. Passando da un funzionamento verticale a un funzionamento orizzontale e investendo sulla formazione della classe dirigente, che deve per prima comprendere come funziona il sistema. A lui dobbiamo il Dipartimento di Protezione Civile e soprattutto la serie di riforme che hanno poi portato all'approvazione della legge 225/92.

L'On. Zamberletti è un varesino classe '33. Ma nel sentirlo parlare, così sicuro e preciso, vien da pensare che la sua verve è quella di un giovanotto ...altro che padre. Al limite, lo direste il fratello della P.C. !!!!!

Infine, voglio solo dire di avere molto apprezzato l' intervento del “ribelle di Napoli”, il Dott. Enrico Maria Borrelli, Presidente di AMESCI, che ha fatto alcune considerazioni sul Volontariato, richiamando l'attenzione soprattutto sugli aspetti pratici :

“ Il Volontariato non vuole essere pagato, ma arrivare a gestire”.

Sic et simpliciter.

IZ8FFQ Autilia Segretaria A.R.I. Salerno

 
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